Nel momento in cui l’Europa riscopre la centralità delle infrastrutture come fattore di sicurezza economica e autonomia strategica, anche l’Italia è chiamata a riflettere su come rafforzare il proprio ruolo nello spazio europeo allargato.
È in questa prospettiva che ho presentato una mozione affinché il nostro Paese valuti l’adesione all’Iniziativa dei Tre Mari (Three Seas Initiative – 3SI), piattaforma di cooperazione che coinvolge tredici Stati membri dell’Unione europea, collocati tra Baltico, Adriatico e Mar Nero. L’obiettivo della 3SI è colmare il divario infrastrutturale lungo l’asse nord-sud del continente, con un’attenzione particolare a trasporti, energia e digitale.
Per l’Italia, l’adesione alla 3SI non rappresenterebbe una scelta di campo politico, bensì un rafforzamento della propria interconnessione strategica con l’Europa centro-orientale. In questo senso, l’Iniziativa va letta come parte integrante di una più ampia visione del Mediterraneo Globale, inteso come spazio strategico di connessione tra Europa, Medio Oriente, Africa e Indo-Pacifico, e come cerniera funzionale con l’Atlantico e il Mar Nero.
All’interno di questa architettura, Trieste assume un ruolo di primaria importanza. Il porto franco di Trieste, grazie ai suoi collegamenti ferroviari con l’Europa centrale e alla sua posizione sull’Adriatico, rappresenta un naturale punto di innesto tra i corridoi nord-sud della 3SI e i grandi assi euro-mediterranei. È qui che emerge la complementarità strategica con l’IMEC (India–Middle East–Europe Corridor).
L’interconnessione tra la profondità infrastrutturale della 3SI e la proiezione globale dell’IMEC consente di dare all’Europa – e all’Italia in particolare – una maggiore profondità strategica, rafforzando la resilienza delle catene del valore, la sicurezza energetica e la competitività industriale.
In questo quadro, l’Italia può proporsi non solo come terminale mediterraneo dei traffici globali, ma come snodo di connessione tra i mari europei, l’Atlantico e le nuove direttrici indo-mediterranee. Un ruolo coerente con le reti TEN-T, con le priorità europee in materia di sicurezza economica e con l’esigenza di ridurre vulnerabilità e dipendenze strategiche.
La mozione che ho presentato intende aprire una riflessione pragmatica e non ideologica su questa opportunità. Partecipare all’Iniziativa dei Tre Mari significherebbe per l’Italia contribuire a un’Europa più interconnessa, più resiliente e più capace di proiettare stabilità lungo i propri corridoi strategici.
In un’epoca in cui la competizione globale si gioca sempre più sulle infrastrutture, sulla logistica e sull’energia, restare fuori dai principali progetti di connessione continentale non è una scelta neutra. È per questo che l’Italia deve valutare con attenzione il proprio posizionamento, mettendo a sistema Adriatico, Mediterraneo Globale e corridoi europei.