Winston Churchill non fu tenero con gli italiani; siamo stati spesso oggetto delle sue battute pungenti. Una delle più famose – oggi molto attuale, vista la terza eliminazione consecutiva dai Mondiali di calcio – è questa: Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre, e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.
Sigonella 2
Però sappiamo sempre consolarci. Infatti, abbiamo trovato modo di compensare la delusione calcistica con un’impennata di orgoglio nazionale: abbiamo tenuto il punto con Trump, negandogli l’uso della base militare di Sigonella per gli aerei USA diretti in Medio Oriente. Naturalmente, il rifiuto è stato giustificato come una decisione “tecnica” presa dal ministro Crosetto a seguito della mancata consultazione preventiva. Comunque sia, il risultato è che questo scontro fra Trump e Italia/Europa sull’uso delle basi militari può segnare una forte crisi interna nella NATO e perfino la sua possibile dissoluzione. Putin ne beneficerebbe enormemente.
Molti sono rimasti sorpresi dal fatto che il presidente Giorgia Meloni, che passa per essere uno dei pochi amici di Trump in Europa, abbia avallato questa decisione. Ma la decisione – giusta o sbagliata che sia – è in linea con la maggioranza dell’opinione pubblica italiana ed europea, oggi più che mai critica per le azioni del presidente americano.
Operazione El Dorado Canyon
Non è la prima volta che l’Europa ostacola le azioni militari degli Stati Uniti. Per esempio, ricordiamo proprio 40 anni fa, quando l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti (USAF), la Marina e il Corpo dei Marines effettuarono attacchi aerei, denominati Operazione El Dorado Canyon, contro la Libia il 15 aprile 1986, in rappresaglia per l’attentato terroristico alla discoteca di Berlino Ovest avvenuto dieci giorni prima e attribuito al leader libico Muammar Gheddafi.
L’Italia, la Francia, la Spagna e il Portogallo — tutti allora a guida socialista (Craxi, Mitterand, Gonzales, Soares) — rifiutarono agli Stati Uniti sia il diritto al sorvolo sui loro territori sia l’uso delle loro basi per portare a termine l’operazione. Gli aerei USA furono così costretti a compiere la propria missione con maggiori rischi aggirando questi paesi e passando attraverso lo stretto di Gibilterra. Bettino Craxi addirittura allertò, con una telefonata, il colonnello libico sulle intenzioni americane e Gheddafi, con la sua famiglia, lasciò il proprio complesso residenziale di Bab al-Azizia, evitando così di essere ucciso.
Sigonella 1
Questo episodio (chiamiamolo Sigonella 2) ha riportato l’attenzione su Sigonella 1 – un’altra vicenda su cui Centro, Destra e Sinistra hanno costruito una mitologia patriottica che si è allargata con gli anni, giungendo alle dichiarazioni di Stefania Craxi, figlia di Bettino, che ha definito la crisi di Sigonella 1 nel 1985 come “l’ultimo atto del nostro Risorgimento”.
Al di là di tutti i racconti e delle giustificazioni legali sulla territorialità, Sigonella 1 fu semplicemente una conseguenza dell’accordo fatto sottobanco nel 1972 tra il governo italiano e il mondo arabo-palestinese per proteggere l’Italia (e solo l’Italia) rendendo “neutrale” il suo territorio. L’accordo, chiamato Lodo Moro, prevedeva aiuti e riconoscimenti del governo italiano ad Arafat e all’OLP, e una garanzia agli arabo-palestinesi che li autorizzava “a fare in Italia quel che volevano, purché non contro il nostro Paese”. La conseguenza fu che l’Italia di Craxi decise di proteggere terroristi che avevano dirottato una nave italiana ed ucciso e buttato a mare un cittadino americano in sedia a rotelle (Leon Klinghoffer) per la sola ragione che era ebreo. Il capo dei terroristi – Abu Abbas – fu lasciato scappare a Belgrado. Fu la classica politica del doppio gioco: a parole solidale con Israele e gli Stati Uniti, ma, in pratica, favorevole all’antisemitismo e all’antiamericanismo degli arabi di allora.
Ci fu uno sprazzo di dignità ed onestà nel Pentapartito che allora governava. Giovanni Spadolini, leader del Partito Repubblicano e forse unico esponente politico italiano di allora guidato da una bussola morale, chiese le dimissioni del governo, ma il primo ministro Craxi riuscì a sopravvivere, anche grazie all’appoggio del Partito Comunista Italiano (pro-arabo). Il PCI era all’opposizione e fortemente critico del governo Craxi, ma nonostante ciò, approvò l’operato del governo. Il presidente Reagan alla fine accettò il fait accompli; eravamo ancora nel mezzo della Guerra Fredda e Craxi aveva appoggiato senza riserve il riarmo missilistico della NATO dopo lo sbilanciamento dei rapporti di forza in Europa a favore dell’Unione Sovietica. Craxi, ed in generale i socialisti europei, erano alleati troppo importanti allora per rischiare una rottura per le azioni di quattro terroristi. Infatti, il riarmo degli anni ’80, completato in Italia con gli euromissili schierati a Comiso, avrebbe poi contribuito a provocare il collasso dell’Unione Sovietica.
Il “Lodo Moro”
Il Lodo Moro funzionò? Fummo protetti? I dati sembrano confermare di sì. Dopo un apice negli anni ’70 e ’80, l’Italia fu risparmiata da eventi gravi, anche nel periodo critico 2015-16 che vide terribili attentati a Parigi (13 novembre 2015) e Bruxelles (22 marzo 2016).
Escatologia Musulmana Sciita
Ma torniamo ai giorni nostri, a Sigonella 2. Il presidente Meloni non aveva scelta; non poteva isolarsi rispetto all’Europa. Ma parliamoci chiaro: l’Europa pensa proprio che ostacolare le azioni militari degli Stati Uniti contro l’Iran sia la scelta giusta? Lo fa per convinzione o sotto la pressione dei milioni di musulmani immigrati, legali e illegali? Le conseguenze possono essere molto gravi. Non vi sono dubbi sulla persistente volontà del governo iraniano sciita di sviluppare armi nucleari e missili a lunga gittata. Inoltre, l’escatologia musulmana sciita ruota attorno al ritorno del Dodicesimo Imam (il Mahdi), che interverrà per porre fine alla tirannia globale, all’ingiustizia e al degrado morale, stabilendo un “giusto governo” islamico. Secondo i dogmi sciiti, questa figura messianica dovrebbe comparire assieme a Gesù Cristo in un periodo di sconvolgimento diffuso, portando un intervallo di pace prima dell’ultimo Giorno del Giudizio.
Si può sorridere leggendo questi testi sacri sciiti, simili peraltro a quelli di altre religioni. Ma chi conosce questo mondo sa che in Iran queste profezie sono prese molto seriamente, inclusa quella dell’eventuale conquista di Roma. È chiaro che, per questi teocrati, sganciare qualche bomba atomica in Israele ed in Occidente potrebbe essere proprio il giusto atto per creare il necessario “sconvolgimento diffuso”.
E L’Europa?
Questi fatti ed interpretazioni possono essere criticati, ma non ignorati. Come ben scritto da Rocco Todero, dipingere Trump come un pazzo egocentrico, concentrarsi sui suoi modi rudi, è un modo goffo per nascondere l’incapacità di affrontare le questioni reali che pone sul tavolo della politica internazionale. L’Europa non sembra capire i rischi che si corrono nel lasciare intatto il regime iraniano. Invece, gli stati geograficamente vicini all’Iran – i paesi del Golfo Persico, con l’Arabia Saudita, e, in genere, il mondo islamico sunnita, oggi molto più ragionevole di ieri – i rischi li hanno capiti benissimo.